Il mondo non è abbastanza per offrire metafore, immagini o profumi che ti abbozzino su una tavola bianca e ruvida e un po'sporca; ed insieme al mondo anche l'infinito sta a guardare, da una parte: in lui esistono ogni possibilità ed ogni paragone e non è parte di questo mondo -stupendo, ma finito. L'infinito non ti appartiene e tu non ne sei parte. O forse, a meglio osservare, son io a non farne parte: in lui troverei infatti ciò che cerco per descriverti o soltanto delinearti. Lì però, in quel gran miscuglio che è sicuramente l'infinito, non avresti nulla di speciale, e ben poco ci vorrebbe ad acchiappare una similitudine per il tuo sorriso, per i tuoi modi di fare, per il tuo odore. Per questo
vorrei trovare un "daqualcheparte" parallelo al nostro, dove poterti pescare sotto forma di qualcos'altro -un fiore che dorme, un fiume che scintilla anche con le nuvole... - per renderti la perfetta metafora della te che conosco qui e per la quale il mondo non ha creato niente di altrettanto bello.
E poter constatare che ti sei fatta, finalmente, una figura retorica.
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