martedì 27 aprile 2010

If...

I biglietti di sola andata verso la nostra vita ormai non ce li rimborsano più. le stelle si sono fulminate perchè le accendevi a intermittenza, senza nemmeno guardarle. mondi evaporati in un turbinìo di nebbia primaverile. quasi quasi me ne vado. quasi quasi vengo laggiù da te. e poi? costruisci su di una pagina e ci pensa poi il Domani a buttare giù tutto. non ha nemmeno senso condonare. ti senti parte di qualcosa, è qui che lo capisci. e quando lo capisci ti spaventa. quanto è brutto essere egoisticamente insieme. quanto è brutto essere un'ipotesi.

domenica 25 aprile 2010

A una bifolca

Scorci di abitudine
stracciati dalla sorpresa
dell'inatteso
dal fulmine dell'imprevedibile:
siamo autunno sulle foglie.

lunedì 19 aprile 2010

Ah, la primavera..

dannata primavera. con i tuoi pollini, i tuoi temporali che arrivano sempre un secondo prima di uscire per andare a fare qualcosa di importantissimo, le tue nuvole o i tuoi cieli azzurri e basta. dannata primavera col primo caldo, le prime esibizioni ardite di polpacci bianchicci che sicuramente preferivano starsene ancora un po'sotto i jeans, le prime pezze alle ascelle, i primi "oh ma che caldo". insomma, sei appena cominciata e già rompi le palle. perchè poi, metà aprile, è il classico periodo dell'anno che fuori si sta meglio che in casa, che invece è fredda e funerea e anche un po'menefreghista. però no! tu stai a casa, non sei ancora abituato a uscire, devi dimagrire, prima di mostrare il corpo; devi abbronzarti, devi, devi devi. e inizia il periodo della concitazione, dei mille impegni, delle cose da sbrigare che chissà perchè c'hai avuto sei mesi per farle e invece no. un po'è anche la stagione dei controsensi, esci la mattina con la sciarpa fino a sopra il naso e arrivi a pranzo con mille giacchemagliesciarpecose in braccio. però poi quando guardi fuori e vedi tutto il secco che sta tornando a tonalità definibili quasi-verdi, senti quella brezza che ti spettina, starnutisci e tieni gli occhi un po'socchiusi per la troppa luce...beh, ammettiamolo, un po'la primavera mi piace. ah, dimenticavo, le coppiette che riscoprono la passione animale e la ostentano in mezzo al marciapiede e in qualsivoglia luogo che tu, povero e sfigato single di merda, sicuramente ti troverai a attraversare notando con disgusto le capacità di slinguata a distanza, contorsionismo e disinibizione degli amanti. e, a quel punto, sei fiero del tuo celibato.

mercoledì 14 aprile 2010

Benvenuto

ciao. inauguro questo blog con un pensiero...bello.

Ed è tutta lì, l'inafferrabile bellezza del mondo. Fuori dal finestrino di un pulman: oltre, i riflessi di facce assonnate; oltre, linee di strada e alberi: nel cielo. Azzurro di autunno, carico di controsensi. E'nel tramonto spento, nelle montagne tanto vicine da essere piccolissime. E'intorno a noi, ferma immobile, e noi non la scorgiamo. E'tra i capelli delle ragazze, nei loro occhi preoccupati e nei loro sorrisi. E'in una bolla di sapone. E'nel vivere tra la musica. E'in tre note di una chitarra, ammorbidite dal calore. E'tra le foglie e soffia insieme al vento. E'nelle lacrime. Inafferrabile. Non solo non afferrabile, ma anche non comprensibile. Ti sembra di averla intrappolata, memorizzata, afferrata. Invece no. Lei se ne va'-o meglio, tu te ne vai- e rimani con un sorriso pieno di niente. Estasiato e stupito, di fronte al trucco della consuetudine.