lunedì 19 aprile 2010

Ah, la primavera..

dannata primavera. con i tuoi pollini, i tuoi temporali che arrivano sempre un secondo prima di uscire per andare a fare qualcosa di importantissimo, le tue nuvole o i tuoi cieli azzurri e basta. dannata primavera col primo caldo, le prime esibizioni ardite di polpacci bianchicci che sicuramente preferivano starsene ancora un po'sotto i jeans, le prime pezze alle ascelle, i primi "oh ma che caldo". insomma, sei appena cominciata e già rompi le palle. perchè poi, metà aprile, è il classico periodo dell'anno che fuori si sta meglio che in casa, che invece è fredda e funerea e anche un po'menefreghista. però no! tu stai a casa, non sei ancora abituato a uscire, devi dimagrire, prima di mostrare il corpo; devi abbronzarti, devi, devi devi. e inizia il periodo della concitazione, dei mille impegni, delle cose da sbrigare che chissà perchè c'hai avuto sei mesi per farle e invece no. un po'è anche la stagione dei controsensi, esci la mattina con la sciarpa fino a sopra il naso e arrivi a pranzo con mille giacchemagliesciarpecose in braccio. però poi quando guardi fuori e vedi tutto il secco che sta tornando a tonalità definibili quasi-verdi, senti quella brezza che ti spettina, starnutisci e tieni gli occhi un po'socchiusi per la troppa luce...beh, ammettiamolo, un po'la primavera mi piace. ah, dimenticavo, le coppiette che riscoprono la passione animale e la ostentano in mezzo al marciapiede e in qualsivoglia luogo che tu, povero e sfigato single di merda, sicuramente ti troverai a attraversare notando con disgusto le capacità di slinguata a distanza, contorsionismo e disinibizione degli amanti. e, a quel punto, sei fiero del tuo celibato.

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