Speriamo solo di non essere sotto la doccia coi calciatori.
Informazioni personali
mercoledì 23 febbraio 2011
Ph neutro
la vita mi appare spesso come una saponetta bagnata tra le mani: ce l'abbiamo, ce l'abbiamo, ce l'abbiamo, ma non riusciamo ad afferrarla: è sempre lì, sul punto di sfuggirci per terra.
mercoledì 16 febbraio 2011
stare
Ho tante di quelle cose da dirti che mi si incastrano tutte qui, in gola, e premono per usicre - io! per prima io! no! io! dai dai! - e soffoco. E sto zitto: finché non siete tutte in fila per due ed in silenzio non usciamo! Zitte, cristo! Silenzio, per un istante; e poi di nuovo vociare, più impertinente di prima. Stanno tutte lì e non te le so dire. Quand'anche ci provo non escono che frasi sconnesse, parole drammaticamente vuote: VUOTE. Perché le parole non si possono scrivere? Perché parlare non è come scrivere? Allora lì sì che ti sfinirei di metafore, immagini e stronzatevarie soltanto per non farti capire che in fondo non capisco. I nostri sguardi nemmeno si sono salutati dopo così tanto tempo. Le nostre mani si sono intrecciate e, con vita propria, non volevano staccarsi; e i nostri nasi. i nostri nasi lottano con l'inverno troppo indulgente, odorano, schiudono parole e si arricciano con l'umidità eppure... eppure ancora fluttuano, ignari, a chilometri di distanza; nessuno sul loro albero maestro si arrampica di vedetta, nessuno osserva l'orizzonte e nessuno che grida "naso!". Peschiamo nello stesso mare, respiriamo la stessa identica aria, eppure ancora non ci siamo incontrati. Tante cose avrei da dirti, da impiegare un libro intero, da parlare fino a quando la nostra Galassia non farà BUM! con Andromeda a fantastiliardi di metri al secondo, da parlare fino a quando non mi si scarichino le batterie, fino alla fine del giorno e all'inizio della notte; e poi di sera, nei silenzi che acquisterebbero il sapore dell'intesa, della complicità criminale nel commettere un furto alle vite degli altri, ma nel sapere di fare la beneficenza più pura insieme e nel salotto di una casa qualsiasi, sotto un ponte di una città addormentata di attività frenetiche: Stare.
martedì 15 febbraio 2011
Subaffitti
Perso nei limiti dell'immaginabile quando potresti sconvolgerti di fronte all'infinito della tua mente. Esci, chiudi a chiave la tua testa e non tornarci fino a quando non avrai incontrato chi vuole dividerla con te: una mente è troppo grossa per una sola persona.
giovedì 10 febbraio 2011
Scriviamo e...?
Scriviamo e non diciamo niente. Cosa rimarrà di questi tempi di frasi messe lì ad asciugare per essere guardate ed apprezzate dagli altri? Sempre più sudditi ignari di queste parole, parole, parole che tutte in fila educate e timide -o anche spavalde, perché no- costruiscono immagini allucinate, o allucinazioni immaginate. Niente di più. Niente di meno. Forse rimarrà soltanto questa inspiegabile incapacità di descriversi, di descriverci ed anche di scriverci. Una grande e disonesta illusione, un'Illuminazione al neon delle periferie, al gusto metallico del sangue che di scorrere proprio non ne vuol sapere. E restiamo freddi a cercare acrobazie con gli aggettivi, a far volteggiare in aria le metafore tra i trapezi dei circhi senza rete di protezione là sotto: e niente diciamo: niente. Eppure lo facciamo con astuzia, impastando di banalità quotidiane il preparato dei nostri scritti per ubriacare il lettore, il quale, incolpevole, li addenta e li degusta, frettoloso, apprezzandoli solamente perché egli non ha mai provato a cucinarne. E anche adesso ci sei cascato, lettore; e nel niente di queste parole sei caduto attirato da quell' ''indefinito'', da un odore acre di acrobazie, dal marciare delle lettere. E non hai letto niente, pur avendo letto tutto.
giovedì 3 febbraio 2011
Elettrostasi.
Due labbra che si sfiorano
ed è una scintilla:
lenta, eterna e fulminea
attraversa il silenzio contratto e lo scioglie di chissà.
Gela il tempo col suo calore
ed insieme lo accartoccia
pronta a riscrivere quella pagina
nell'inganno del ricordo.
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