Il culo a mollo nella sabbia: bagnato fresco da quell'esercito;
Pescavo con lo sguardo di là dall'orizzonte,
ma mi ritraevo per timor della risacca
La mia esca si perdeva tra le spume
in fondo, dietro, alle colonne d'Ercole
del mio conoscere.
Pigro un pallido sole influenzato,
ancora una volta tornava a controllare
che nessuno fuggisse dal mondo,
come faro di un campo di prigionia
Poi le nuvole, superbe, lo stordivano con sbuffi negli occhi
Ancora inesorabile come il battito del cuore amato,
il mare diseredato d'attenzioni, pulsa e gorgheggia
senza protestare.
Sicuro, più di me, di mai smettere
di amare.
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